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Musica per ristoranti: come far ritornare i tuoi clienti

Musica per ristoranti

Musica per ristoranti: in che modo la musica favorisce il ritorno dei clienti ?

A differenza degli articoli precedenti della rubrica musica per ristoranti, questa riflessione non segue nessuna ricerca accademica, poiché non esistono studi del genere ed è frutto di prove empiriche e considerazioni personali.

Partiamo con una domanda:

  • quanti management di un ristorante raccolgono con cura mail e collegamenti social dei propri clienti?

Mediante alcune ricerche, dirette e indirette, ho potuto osservare che l’attività di raccolta di mail e dati social, all’interno di ristoranti è piuttosto rara. E questo è un grave errore. In primis perché è un’attività gratuita che richiede solamente un piccolo sacrificio durante l’emissione del conto; poi perché la creazione di un database clienti permette di seguirli on-line in ogni luogo e ogni momento, come una sorta di fidelizzazione moderna.

Attenzione allo spam

Partiamo con il presupposto che:

  • sono contrario allo spam, all’invio forzato di mail e messaggi promozionali di ogni genere e in ogni forma, che invadono la sfera lavorativa e privata;
  • sono favorevole a ricevere contenuti di valore che stimolano la curiosità, che coinvolgono emotivamente o che accrescono la conoscenza in determinati settori o argomenti.

Ad esempio, se ricevo un messaggio da parte della Wind relativo ad un nuovo Galaxy in offerta, oppure peggio ancora ricevo una telefonata da parte di un operatore Fastweb, Eni o  altri che mi vogliono convincere a cambiare compagnia, non sono affatto contento.

Se invece ricevo un messaggio che mostra un articolo specifico che crea valore oppure un video pieno di spunti interessanti, difficilmente lo lascio passare inosservato. Il fatto è che un contenuto per me interessante, può non esserlo per un’altra persona.

E qui arriva il bello

Ci sono alcuni casi in cui determinati contenuti riescono a superare la soglia di diffidenza e risultano pieni di emozionalità. Tali contenuti sono la base di un processo chiamato Social Media Sound, elaborato dopo aver seguito un Master in Social Media Marketing (a cura di SQcuola di Blog), che mi ha illuminato sulle potenzialità di integrare nelle strategie di social media marketing un elemento emozionale di sound branding che sfrutta la viralità, la condivisione, l’immediato utilizzo, il pieno controllo e monitoraggio.

Social Media Sound è uno strumento di sound branding che sfrutta la viralità dei social e si integra nella strategie di marketing. Innovativo, moderno, veloce ed estremamente potente.

Social Media Sound

Per comprendere meglio serve un’altra domanda:

  • quanti management considerano la musica parte integrante della strategia di marketing e comunicazione on-line?

Spesso la funzione della musica non è ben chiara, ma lasciata al caso o alla mercé di persone lontane da essere professionisti. Con la conseguenza che non ci sono obiettivi da seguire né tantomeno strategie a cui far riferimento.

Come utilizzare questo tesoretto?

Ammettiamo che la maggior parte  dei clienti, durante l’attesa per l’emissione del conto e dello scontrino, ci lasciano il proprio indirizzo mail o il collegamento con Facebook. Prendiamo anche, come condizione necessaria e fondamentale, che la musica durante la cena sia stata impeccabile, frutto di una strategia sonora e non lasciata al caso.

Sì, avete capito

Ci stiamo avvicinando piano piano a capire come utilizzare le mail e i dati dei clienti in un modo che è bel lontano dallo spam e che produce feedback sempre positivi.

È fondamentale informare i clienti, quando si richiedono i dati, che il loro indirizzo non ha il fine di assillarli con offerte economiche, ma serve per regalare loro momenti emozionali che ricordano l’esperienza vissuta all’interno del ristorante.

Emozione = Ricordo = Sogno = Ritorno

Nel caso di un ristorante, il nostro ospite potrà riascoltare un estratto della musica che lo ha accompagnato durante la sua permanenza, favorendogli il ricordo di quell’esperienza e la voglia di riviverla.

Potrà riascoltare quel ricordo in ogni luogo, in ogni momento e condividerla con gli amici

È chiaro che tutto ruota intorno alla musica. La musica deve esser ben definita, coerente con i valori del brand, perfettamente intonata all’atmosfera che si respira nell’ambiente.

Non metto neppure in discussione la qualità del cibo e del servizio. La qualità è un’altra condizione necessaria ma di nuovo non sufficiente a creare l’esperienza perfetta per i clienti.

Negli articoli precedenti si capisce come il volume di ascolto, il ritmo ed il genere influenzano in modo importante il comportamento dei clienti e tutto ciò che avviene all’interno del ristorante.

Social Media Sound entra in azione dal momento in cui il cliente esce dal ristorante ed è un sistema per seguirlo ricordandogli, con il potere evocativo della musica, l’esperienza vissuta.

I sistemi per raggiungere questo obiettivo sono semplici e sfruttano i portali dedicati al servizio di streaming di musica e le tecnologie entrate nella quotidianità.

Ad esempio, Spotify e Mixcloud offrono numerosi spunti per creare momenti emozionali su misura, personalizzandoli di volta in volta a seconda delle esigenze grafiche e dei contenuti da condividere; Facebook rimane naturalmente il social più forte per la condivisione, ma anche Pinterest offre una piattaforma interessante per creare vetrine di contenuti di valore.

Sarà compito del sound designer fissare degli obiettivi per poi studiare strategie su misura per ottenere i risultati dediderati.

Marco Solforetti

 

Musica per ristoranti: il concetto di Musical Fit

Musica per ristoranti

Musica per ristoranti e Musical Fit

La mente umana per poter riconoscere e apprezzare qualcosa, elabora le informazioni attraverso strutture predefinite. Il nostro modo di comprendere il mondo che ci circonda è possibile grazie a categorie preesistenti nel nostro cervello.

Nella musica, come nella letteratura, cerchiamo a tutti i costi di catalogare ogni brano o opera all’interno di un genere musicale o di una determinata corrente. Quante volte abbiamo sentito dire: mi piace la musica pop e leggo i classici del ‘800? Un connubio casuale quello che ho scelto, al quale la risposta forse sarà stata: mai.

Chi sano di mente accosterebbe la musica pop a un romanzo di O.Wilde?

Ad ogni modo De gustibus.

Ma non è tanto l’accostamento del genere pop al ‘800 che mi interessa approfondire, quanto il grado adattabilità di un brano musicale a una pubblicità video (a prescindere dal genere) o una playlist per un ristorante.

Musical Fit: definizione

La Wilson nella ricerca precedentemente pubblicata sugli effetti della musica per ristoranti cita il concetto di “Musical Fit” che cercherò di analizzare grazie al supporto di altre teorie o modelli psicologici.

Il concetto piuttosto recente fa riferimento alla corrispondenza tra le proprietà di un prodotto, le caratteristiche di un ristorante e la situazione musicale a essi associati, con lo scopo di influenzare la scelta del consumatore.

Musical Fit e Gestalt Psychology

Procediamo per gradi:

  • Gestalt è una parola tedesca che significa “Forma” e che include in sé il concetto di creatività.
  • Secondo Wertheimer le esperienze di cui noi umani siamo consapevoli, sono date dalla percezione del tutto che sicuramente è diversa dai singoli significati che il nostro cervello attribuirebbe a una singola esperienza.

Se per caso mentre siamo al ristorante o in libreria, viene trasmesso un brano musicale che già conosciamo, verranno riportati alla nostra attenzione ricordi, emozioni e sensazioni che cambieranno il nostro modo di agire in quel determinato contesto.

Musical Fit e modello di Kotler

 Kolter pone l’attenzione su:

l’importanza dell’atmosfera nell’influenzare i comportamenti d’acquisto dei consumatori.

E qual è una delle variabili fondamentali indispensabili nella creazione dell’ atmosfera, oserei dire giusta, se ragionata? La Musica

Citando la Wilson:

“La differenza estrema si è palesata tra la condizione di assenza di musica e i cinque stili musicali”

A prescindere dal genere musicale, che necessiterà sicuramente un’ulteriore analisi, la musica aiuta nella creazione di un’atmosfera positiva utile nell’incrementare le vendite e l’immagine del brand ed è tutto scientificamente dimostrato.

Modello di Kotler

Assodata l’importanza della musica, ritorniamo a ciò che Kotler afferma a riguardo dell’atmosfera in un esercizio commerciale:

  • genera l’attenzione, ponendo le fondamenta utili nel differenziarsi dai competitors;
  • trasmette un messaggio (se ben studiata) che si fa portavoce dei valori del ristorante;
  • agisce a livello inconscio e (se ben strutturata) contribuisce all’aumento delle vendite.

Le parentesi non sono tuttavia da tralasciare. Anzi.

Parliamo di adattabilità della musica perché il brano, o la playlist, per poter essere efficaci devono necessariamente trasmettere valori in linea con lo stile del ristorante e dell’immagine che i proprietari vogliono trasmettere della propria attività.

Musical Fit in pratica

Credo sia arrivato il momento di farvi vedere una delle pubblicità che ho mostrato durante i focus groups realizzati per il mio lavoro di tesi in Inghilterra.

Riformulo qui l’idea di Musical Fit elaborata da MacInnis e Park (1991) per poi lasciarvi con video e traduzione di una frase della canzone (quella che sentirete).

“ …quando la musica è in linea con il messaggio che la pubblicità o il prodotto vogliono comunicare si crea una condizione di maggior coinvolgimento. Quando diversi elementi coincidono si crea un’immagine unitaria che emerge dalla giungla dei possibili significati…”

Video: https://www.youtube.com/watch?v=Ekr05T9Iaio

Soundtrack: Fletwood Mac – Everywhere – Brano molto conosciuto dagli inglesi per il successo riscosso nel 1988. In molti, questo brano genera emozioni positive.

Slogan: Silly stuff matters – Keep on internetting – Le cose stupide contano – Continua a connetterti.

Testo:

Can you hear me calling                                             Riesci a sentirmi?

Out your name                                                              Ti sto chiamando per nome

You know that I’m falling                                            Lo sai che sto cadendo

And I don’t know what to say                                      e che non so cosa dire

…Oh I…                                                                           Oh… vorrei essere con te ovunque

I want to be with you everywhere

Info: Come tutti sappiamo la Tre è una nota compagnia telefonica che ha trasmesso questa pubblicità in UK nel periodo natalizio (2013).

In meno di una settimana ha conquistato circa 2milioni di visualizzazioni su YouTube e riscosso consensi tra la folla.

Il pony ha fatto sorridere gli inglesi solo con il suo moonwalking o per il connubio vincente tra idea, immagini ed emozioni trasmesse e musica?

Io sceglierei la seconda opzione.

Provate a rivedere il video senza audio

Se funziona per un video di 1:10 min, credete non funzioni per playlist di ore e ore per il vostro ristorante, hotel o centro benessere?

Provare per credere.

Stefania Palumbo

Fonti : Atmospherics as a marketing Tool, P.Kotler 1973

http://webspace.ship.edu/cgboer/gestalt.html Gestalt Psychology

http://www.express.co.uk/news/weird/381775/Dance-Pony-Dance-goes-viral-as-moonwalking-  horse-gets-over-a-million-YouTube-hits

Musica per ristoranti: come aumentare il fatturato

Musica per ristoranti

Musica per ristoranti: il genere musicale

Siamo giunti al quarto appuntamento con la musica per ristoranti. Dopo aver analizzato il ritmo che influenza il tempo di permanenza, il volume ottimale di ascolto che influenza la percezione del brand ed il Pad Model sui comportamenti d’acquisto, è il momento di soffermarci più a fondo su che cosa fa aumentare lo scontrino medio che ogni cliente spende.

Stephanie Wilson, Università del South Wales, studia  “Gli effetti della musica, sull’atmosfera percepita e sui comportamenti d’acquisto in un ristorante” (link con il quale potete leggere la traduzione di Stefania Paulmbo) e pone l’attenzione sugli effetti che la musica ha sul comportamento d’acquisto dei clienti in un ristorante.

Il silenzio uccide i clienti

Musica jazz, pop, easy listening e classica sono i generi proposti nell’arco di due settimane. I risultati ci dimostrano come generi musicali differenti hanno effetti diversi sulla quantità di denaro spesa dai clienti.

Una condizione di assenza di musica come variabile di controllo ha evidenziato un aspetto ancor più importante:

il silenzio è ancor più dannoso di una musica errata.

Provate a pensare all’ultima volta che siete entrati in un ristorante, di medio-alta categoria, privo di sottofondo musicale. Non ve lo ricordate vero? A meno che quel giorno non ci sia stato un guasto all’impianto tecnico, è praticamente impossibile incontrare in questa tipologia di ristoranti, un silenzio assordante che mette anche un po’ a disagio. Lo sanno bene nei paesi anglosassoni, che già negli anni 50, con la Muzak,  sonorizzavano perfino gli ascensori.

Migliorare il business e incrementare le vendite attraverso l’uso della musica

Questa serie di articoli e traduzioni, intitolata musica per ristorantiha l’obiettivo di informare i professionisti commerciali che gestiscono le attività ristorative e ricettive sulle ricerche e sugli sviluppi in campo accademico. Quelle che alcuni anni fa erano solamente intuizioni son diventate certezze, dimostrate dai ricercatori e confermate da professionisti, che come me, da molti anni hanno prove empiriche costanti e non soltanto dati e valori ottenuti da “campioni e studi”.

Il luogo comune ripetuto spesso da molti gestori che :

“La musica non è importante, abbiamo altre preoccupazioni a cui pensare e altri progetti sui quali spendere soldi”,

sta pian piano scomparendo dalle considerazioni dei management.

Nel caso di un’enoteca “la musica ha spinto i consumatori ad acquistare vino più costoso” mentre nel caso di una caffetteria hanno scoperto come gli introiti fossero maggiori quando veniva trasmessa musica classica e pop.

Tradotto significa:

se vuoi aumentare il fatturato non puoi non considerare la musica.

La musica influenza la quantità di denaro che i clienti sono disposti a spendere

I clienti sono spinti a spendere più soldi e a trascorrere più tempo in un ristorante quando la musica in un ambiente suscita in loro piacere…

purché sia scelta in modo consapevole, rispecchi dei criteri di coerenza e sia appropriata al contesto.

Nel caso della ricerca presa in considerazione, la musica Jazz è stata associata a un ristorante tranquillo e nello stesso tempo stimolante, caratterizzando la condizione di spesa massima; al contrario dell’easy listening, genere che è stato associato ad un contesto kitsch e di massa, generando la più bassa quantità di denaro che i clienti erano disposti a spendere.

La musica classica e la musica pop hanno generato risultati intermedi come volume di vendita e fatturato.

Solamente l’assenza di musica ha prodotto risultati più scarsi in termini di fatturato

L’assenza di musica è la condizione che ha creato il peggior risultato, sia sull’atmosfera trasmessa, e quindi sulla percezione di stimoli positivi, che sulla quantità di soldi che i clienti erano disposti a spendere.

La musica classica non è stata considerata appropriata e coerente con l’ambiente circostante da un grande fetta di clienti, che oltre che spendere meno rispetto alla condizione con musica jazz, hanno preferito lasciare il ristorante in orario anticipato alla chiusura. Pochi clienti si trattenevano nel ristorante dopo le 23 e un numero maggiore di persone abbandonavano il ristorante in prima serata.

La mancanza di coerenza tra la musica classica e i connotati del ristorante ha portato i clienti a diminuire il loro tempo di permanenza, anticipare il congedo e di conseguenza spendere meno in cibo e bevande alcoliche.

Il grado di adeguatezza tra la musica e il ristorante ha un effetto su numerosi fattori che sono direttamente collegati con l’incrementare del business e delle vendite:  lo stile di musica trasmesso implica una relazione significativa con le risposte dei clienti in merito alla qualità del servizio e delle valutazioni nei riguardi dell’atmosfera.

Obiettivi e strategie

In generale, la musica per ristoranti, quando segue un obiettivo strategico ed una strategia sonora su misura, può essere usata dai management della ristorazione per creare un’atmosfera specifica che contraddistingue l’ambiente e lo differenzia dai competitors.

Al contrario, una scelta sbagliata al caso o alle mani inesperte di non professionisti, si traduce in un danno immediato e spesso anche permanente, diminuendo la spesa media dei clienti e non favorendo il loro ritorno.

Marco Solforetti

 

 

 

 

Musica per ristoranti: come far rimanere i clienti più a lungo

Musica per ristoranti

Musica per ristoranti: il ritmo

Non poteva mancare un approfondimento con Milliman, uno dei pionieri che ha studiato l’effetto  della musica per ristoranti. Dopo aver analizzato il volume ottimale di ascolto, elemento fondamentale che crea l’atmosfera e che influenza la percezione del brand, è il momento di soffermarci più a fondo su che cosa incanta le persone durante la permanenza in un ristorante, e in che modo.

Effetti della musica di sottofondo sui clienti dei ristoranti

È stato scoperto che le variazioni del tempo e del ritmo durante la diffusione di musica possono influenzare il periodo di permanenza all’interno di un ristorante e più in generale la dimensione degli acquisti.
In particolare:

nelle decisioni di acquisto, i consumatori vengono influenzati da numerosi fattori che si discostano dal prodotto o dal servizio offerto. L’ atmosfera che si percepisce in un determinato ambiente è l’elemento che modella, in modo emozionale, le decisioni d’acquisto e che influisce su tali decisioni più del prodotto stesso.

Una delle variabile che più di ogni altra plasma l’atmosfera e favorisce l’emozionalità è la Musica, che varia secondo il volume (alto o basso), il ritmo (veloce o lento), il genere (jazz, pop, classica…).

Le persone preferiscono la musica al silenzio

La musica interviene in modo positivo sull’umore delle persone. Lo dimostrano tutti gli studi in materia, che demonizzano l’assenza di musica come un fattore deleterio e peggiore di tutte le altre condizioni. Volume, genere, ritmo e stile, passano in secondo piano rispetto alla mancanza di un sottofondo musicale che accompagna un ospite o un cliente durante il passaggio o la permanenza in un luogo.

Ritmo Lento = Clienti più Rilassati

Questa equazione significa che le persone rimangono più a lungo e più volentieri in un determinato ambiente quando il ritmo è lento.

Di conseguenza:

il tempo di permanenza si traduce in volumi di vendite maggiori.

I risultati delle ricerche sull’influenza del ritmo in un’esperienza di acquisto coincidono sia nel caso di un centro commerciale affollato, che di un ristorante di qualità.

A meno che non si gestisca un fast food la rilassatezza è fondamentale

La musica di sottofondo influenza la velocità dei clienti durante un pranzo o una cena ed il tempo di rotazione dei tavoli. Potrebbe sembrare un controsenso, ma maggiore è il tempo di permanenza ad un tavolo e maggiore è la possibilità di consumo di cibo e bevande e del ritorno del cliente (fidelizzazione).

Perché la musica di sottofondo:

  • è una variabile ambientale che contraddistingue l’atmosfera del ristorante
  • crea un ambiente più rilassato che stimola il consumo di cibo e bevande
  • crea le condizioni che le persone si aspettano in un ristorante di qualità
  • favorisce feedback positivi e il passaparola

Il sottofondo musicale lento stimola un consumo maggiore di cibo e bevande e favorisce il ritorno dei clienti

Lento non significa privo di energia

Attenzione a non cadere in trappola. Troppo spesso sento associare alla definizione di ritmo lento caratteristiche di tutt’altro genere. Invece un ritmo lento può essere pieno di vigore, acceso, frizzante, positivo, allegro. Esistono canzoni veloci malinconiche, tristi, da taglio di vene e brani lenti vibranti e pieni di energia.

Obiettivi e strategie

Come sempre evidenzio il fatto che:

la musica deve seguire una scelta consapevole, dettata da strategie che vengono messe in atto dopo, e solo dopo, aver definito gli obiettivi.

La scelta consapevole della musica per ristoranti permette di migliorare il proprio business, in termini di fatturato, di qualità del servizio, di feedback positivi ricevuti. Apre la possibilità di seguire i propri clienti al di fuori del punto vendita e di favorire il loro ritorno…purché ci sia un professionista che mostri la via maestra da seguire e che conduca alla meta.

Marco Solforetti

Musica per ristoranti: la variabile musica nei comportamenti d’acquisto

variabile musica

Musica per ristoranti: l’atmosfera

Siamo giunti al secondo capitolo di questa rubrica che approfondisce l’argomento musica per ristoranti.

Avete mai sentito parlare di Marketing Mix? Le 4 famose variabili Price, Place, Product e Pomotion che permettono alle imprese, ai brand, ai locali di raggiungere i loro obiettivi. Ma sono ancora queste, le 4 e uniche variabili necessarie per distinguersi dalla massa?

La variabile musica nel processo di distinzione

Nella jungla dei brand, si distinguono quelli con un’anima. Bisogna raccontare una storia al fine di provocare emozioni. In fondo è questo ciò che vogliamo. Acquistare in un negozio, consumare un pasto in un ristorante, sono azioni immerse in un’atmosfera che influisce senza che noi ce ne rendiamo conto. Colori, odori e nel nostro campo la musica sono, dunque, le nuove variabili da aggiungere al tanto blasonato Marketing Mix. Allontanarsi dalle classiche formule che per anni hanno influenzato il mercato è segno distintivo di chi, negozio o locale, voglia distinguersi dai competitori.

La variabile musica nel Sonic Branding

Quindi ricapitolando, il vecchio Marketing Mix è ormai retrò, perché se avessi detto vintage, sarebbe stato di moda. Potremmo parlare di 4Es e di quanto, a mio modesto parere, Jakob Lusenski abbia rivoluzionato il mondo del Sonic Branding e il mio.

Ma facciamo un passo indietro al 1974. Io non c’ero, ma Mehrabian, Russel e la psicologia ambientale sì. Milliman e il suo studio riguardante gli effetti della musica sull’atmosfera si basa sul PAD Model che analizzeremo di seguito.

Date un’occhiata all’articolo di Milliman di cui vi parlavo qui: http://www.marcosolforetti.com/about-music/influenza-della-musica-di-sottofondo-nei-ristoranti/

Pleasure, Arousal, Dominance sono valori che creano un’atmosfera favorevole per i consumatori. Pleasure come piacere che il consumatore prova nei confronti di un prodotto o servizio. Arousal come  risposta positiva in seguito a uno stimolo, nel nostro caso un bicchiere di vino accompagnato da buona musica. Dominance come l’influenza positiva sul consumatore. Perché Milliman dunque analizza la variabile musica in rapporto a questo modello antico e a prima vista sconnesso dal soundscape?

Come applicare il PAD Model alla musica per ristoranti

I valori di Pleasure Arousal e Dominance possono essere analizzati in relazione a:

  • aumento del tempo speso all’interno del ristorante o del negozio
  • diminuizione del tempo speso in-store
  • maggiore quantità di cibo o indumenti acquistati
  • maggiore quantità di alcool consumata

Lo studio di Milliman ci ha fornito i dati necessari per affermare che:

Con il sottofondo musicale lento i clienti sono rimasti più a lungo, hanno consumato all’incirca la stessa quantità di cibo, ma un numero di bevande alcoliche superiore alla media… e che la lentezza o la fluidità della musica di sottofondo abbia creato un ambiente più rilassato e una maggiore condizione di avvicinamento.

L’atmosfera è costituita da elementi come la luminosità, le dimensioni, la forma, il volume, il tono, l’aroma, la freschezza, la mitezza, la fluidità e la temperatura.

Volume e tono, i musicisti e i sound designer sanno che c’è molto altro dietro, sono gli elementi fondamentali della musica.

Variabile musica e l’effetto sui comportamenti d’acquisto

Numerose sono le ricerche e le indagini che ci portano a un’unica conclusione: la musica gioca un ruolo importante sull’atmosfera e sui comportamenti d’acquisto. In quanto variabile, la musica deve essere controllata, monitorata e utilizzata con criterio.

Concludendo studi comprovati, risalenti a 40-50 anni fa, avevano già unito psicologia ambientale, marketing, musicologia e semiotica per suggerire a noi, di indagare sul grande potere che la musica crea sui processi di mercato e per permettere ai brand, di avvalersi di sound designer in grado di sviluppare un’identità che sia sonora oltre che visiva.

Stefania Palumbo

Musica per ristoranti: l’importanza del volume di ascolto

musica per ristoranti

Musica per ristoranti: il volume di ascolto

Che cosa è veramente importante riguardo la diffusione di musica per ristoranti ? Il ritmo, lo stile, il genere? La presenza nella playlist di musica conosciuta o sconosciuta? Che cosa determina la buona riuscita di un ascolto perfetto?

La tendenza, da molti anni all’estero e da alcuni anni in Italia, verso la sonorizzazione degli ambienti è ormai irreversibile.
Se pensiamo che in Usa, la diffusione di musica risale agli anni 50 e comprendeva perfino gli ascensori (Muzak), in Italia questo fenomeno è di recente collocazione temporale.
Non è che prima non ci fosse la musica, ma sicuramente non le veniva attribuita la giusta attenzione.

Le ricerche universitarie sono spesso motivo di cambiamento

Se lo dicono i professori universitari allora deve essere vero. L’università di Montreal ha condotto uno studio che dice che diffondere musica sconosciuta non distrae e quindi è migliore di quella conosciuta durante un processo d’acquisto. Poi arriva uno studio dell’Università di Londra che afferma il contrario.

Chi ha ragione? E per quale motivo i risultati sono così contrastanti?

In primo luogo bisogna farsi alcune domande e indagare più a fondo. Chi conduce la ricerca? Per quale motivo è stata fatta? Ci sono enti privati o aziende che la finanziano?

Un fatto è certo: dal momento che le ricerche esistono, si può aprire un dibattito che fino a quel momento era inesistente. C’è il detto che sostiente: bene o male, l’importante è che se ne parli.

La musica è emozione, suggestione, ricordo

Le nuove tendenze di marketing e comunicazione, si sviluppano sul concetto di esperienza che coinvolge i nostri sensi. Sensoriale, emozionale, esperienziale, neuromarketing. Questi sono i nuovi vocaboli che si affiancano al concetto di marketing moderno.

La musica aiuta, e non poco, a stimolare l’emozionalità delle persone, a creare un’esperienza memorabile, a favorire un ricordo pieno di connotazioni positive.

Quando la musica per ristoranti diventa parte di un progetto consapevole?

Invertiamo la domanda: che cosa succede quando la musica è lasciata al caso o alla scelta di persone sbagliate?
Per prima cosa viene penalizzato il servizio, l’idea di un prodotto, o peggio ancora l’intera immagine del brand. Talvolta crea ansia, disagio, incoerenza fra il nostro mondo interiore e “mondo” circostante. È una delle cause che contribuiscono a rompere un equilibrio, e quindi un ambiente favorevole e ottimale.

Un ristorante a lume di candela non può avere una diffusione di rock progressivo e neppure di musica techno

A parte alcuni contrasti volutamente forzati, studiati appunto perchè parte di un progetto iniziale, la musica deve trasmettere in primo luogo un concetto di coerenza.

In uno studio del prof. Rohrmann mi ha colpito molto il fatto che le persone non danno molta importanza alla qualità della musica diffusa. Spesso perché non ci prestano attenzione, e sul momento dell’intervista preferiscono rispondere in modo vago. Però la maggior parte sostiene che sicuramente un ristorante è migliore con la musica di sottofondo. Anche quando il volume supera la soglia ottimale di ascolto.

Sapete quando le persone spesso si accorgono della musica?

Quando ci sono degli sbalzi di volume, oppure cambi repentini di ritmo, oppure quando viene premuto il tasto stop e si interrompe all’improvviso. È come se qualcuno all’improvviso spengesse la luce. Ecco che tutti si accorgono che qualcosa di importante viene a mancare. Ecco che in molti casi la musica viene in aiuto per rompere un silenzio assordante.

Dedico molta attenzione ai volumi e a spiegare ai clienti i criteri con i quali si raggiunge un ascolto ottimale. In un ristorante lo si raggiunge più facilmente rispetto che in altri luoghi. Le conversazioni sono di volume moderato, i rumori di fondo sono bassi.

Il volume ottimale

Il volume ottimale è quando riusciamo a parlare con la persona al tavolo di fronte senza urlare, senza riuscire a sentire le conversazioni dei tavoli vicini e nello stesso tempo sentire chiaramente la musica diffusa e non un fastidioso brusio. Questo è il volume ottimale.

Naturalmente, più il ristorante è pieno e più la sommatoria dei “rumori di fondo” contribuirà a cambiare l’intensità del volume di ascolto.

Ci vuole attenzione, dedizione, passione

Quando il cibo è eccellente e il servizio in sala è impeccabile sono i dettagli che fanno la differenza. L’atmosfera che si ode e si respira. I particolari. Vale un intero servizio. È in gioco l’immagine del locale.

Oggi non siamo più abituati a concepire il silenzio. Sarebbe come rimanere al buio.

Marco Solforetti