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Questa volta il momento della musica.

Il Jumeirah Al Marhat di Dubai apre una nuova finestra sul mondo dell’AI a disposizione degli hotel, per una Experience di alto lusso.

Jumeirah Al Marhat ha annunciato da poco che la musica diffusa in ogni ambiente sarà affidata a Moodly.

Moodly è un sistema evoluto di intelligenza artificiale… a prova di ospite

Grazie ad un sistema di telecamere appositamente installato, Moodly analizza le espressioni facciali delle persone per capire il grado di soddisfazione e conseguentemente ottimizza la sequenza dei brani.

Grazie al suo sofisticatissimo sistema di deep learning, Moodly apprende ogni giorno centinaia di nuove mimiche del viso tramite il sistema di telecamere condivise con la sicurezza. Legge, apprende, si evolve.

Moodly analizza ogni minuto anche il rumore di fondo e l’intensità della voce dei presenti

Tramite dei sensori posizionati in vari punti degli ambienti: Moodly sa sempre qual è il volume giusto.

Quando le voci di fondo aumentano, incrementa l’ascolto di brani strumentali. Quando i rumori di fondo raggiungono la soglia di sicurezza Moodly svuota l’aria programmando musica di soli suoni. Dopo migliaia di brani e di analisi, questa AI è in grado di notare e soddisfare anche l’ospite più esigente, prevedendo lamentele e aumentando i consensi.

Un database di oltre 50.000 brani, accuratamente scelti seguendo parametri ben precisi, permette a Moodly di non trasmettere mai il solito brano per molti giorni.

In che modo si aggiorna Moodly?

La rete neurale, il cervello centrale dell’AI che comanda simultaneamente i vari algoritmi attinge continuamente dalla rete processando internamente migliaia di brani ogni giorno e catalogando in archivio tutto ciò che ritiene utile ai fini della programmazione.

Si calcola che entro la fine dell’anno Moodly avrà ascoltato gran parte del database mondiale in buona qualità audio disponibile in rete che conta circa 50 milioni di brani. E selezionato musica specifica per soddisfare 1 mese di ascolto senza mai risentire lo stesso brano.

Inoltre Moodly non scarica la musica su una memoria centrale abbattendo così i costi legati ai diritti d’autore.

Ma quanto costa Moodly? O meglio, quanto saresti disposto a pagare per un servizio così?

Per il momento Moodly non esiste. “Purtroppo!”, esclameranno alcuni. Per fortuna, sorrideranno altri come me che fanno questo lavoro. Ma come molte visioni di fantascienza è solo questione di tempo.

Perchè Moodly rappresenterà l’ennesima forma di automazione che spazzerà definitivamente via ogni tipo di intervento umano (e tutta la concorrenza). Immagino che qualcosa di simile a Moodly non tarderà ad arrivare.

È già successo con le auto e con i cavalli

È successo con la discografia ed successo in molti settori. In molti altri contesti nei quali la macchina ha sostituito l’uomo in un processo senza ritorno. Per quel che mi riguarda più da vicino è successo nel mondo dei dj con Traktor. Migliaia di ore per imparare a mettere a tempo i vinili e capire l’intonazione dei vari brani buttate al vento da un software che sincronizza il tempo di due dischi e li intona. Appiattendo e rendendo irrilevanti enormi differenze di competenze tra un professionista e un non-professionista.

Tuttavia, fino al momento in cui Moodly non arriverà sul mercato:

la differenza fra una playlist ed un’altra, fra creare un’atmosfera mediocre ed una magica, continueranno a farla le persone.

O meglio: l’umana unicità di professionisti competenti, talentuosi, esperti. L’attenzione maniacale e la cura dei dettagli. Il background personale fatto di gavetta, apprendimento, specializzazione. E quella sorta di sensibilità innata coltivata con metodo, con costanza, con ordine. Con quella passione e tenacia che ti fa desiderare, ancora oggi, dopo anni di mestiere, di controllare direttamente in hotel, con l’ascolto diretto, di persona, la resa delle tue selezioni musicali su misura.

Per il momento tutte competenze ancora umane.

Marco Solforetti
sound director
Tailor Music

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