Musica per Hotel – Il legame con gli ospiti (per tutti quelli che non sono Beethoven).

Musica per Hotel

Da una ricerca internazionale (1):

  • Il 31% che ascolta musica piacevole in un determinato ristorante o store vi ritornerà.
  • Il 21% raccomanderà quel luogo.
  • Il 14% aumenterà consumi e acquisti in quell’ambiente.
  • Il 44% che  in negozi e ristoranti  ascolta musica diffusa ad un volume sbagliato o con un sound inadeguato, sgradevole, arriva a lasciare in anticipo quel luogo.
  • Il 38% non vi ritornerà, e comunque diminuisce consumi e acquisti.
  • Il 61% considera la musica come un elemento molto importante della propria vita.

E, se parliamo di ambienti di lavoro (2), apprendiamo che

  • Il 24% considera inadeguato l’investimento sulla musica da parte dei gestori di locali e negozi.
  • Il 56% giudica più rilassato e produttivo l’ambiente di lavoro che presenta musica adeguata.

La produttività dell’azienda aumenta dal 4% al 25% con adeguata musica di sottofondo.

Verso il successo, grazie a un semplice “perché”

In base a questi dati…

Perché in molti hotel stellati non viene dato spazio alla musica in termini di importanza e di budget da investire?

Già nel 1916 il grande compositore Eric Satie conia il termine “Musique d’Ameublement”.

La musica è parte essenziale dell’ambiente. “Non ha bisogno di essere ascoltata” per farlo vibrare. Proprio come la luce, il calore, il comfort in tutte le sue forme.

La rivoluzione digitale: per non essere travolti

Un secolo dopo, Itunes e Ipod, Youtube e Spotify rivoluzionano la funzione della musica e con essa il modo di ascoltarla. La fruizione di musica è oggi di uso comune, un’attività alla quale tutti hanno accesso.

L’ascolto attivo negli ambienti ha superato di gran lunga quello passivo.

In particolare negli hotel di lusso l’impiego della musica è arrivato oggi a fissare un nuovo standard. Non più solamente parte essenziale dell’ambiente come un secolo fa.

La musica diventa oggi protagonista. Capace di dare carattere al luogo e influenzare l’esperienza che vi si vive.

Vogliamo che l’influenza da parte della musica sia negativa o positiva?

Il rischio che un hotel suoni come tanti è altissimo

Il feedback degli ospiti può essere negativamente influenzato, se poi il sound ambientale non è calibrato alla perfezione sull’esperienza degli ospiti.

È facile comprendere come le scelte sonoro-musicali non possano più essere lasciate al caso o date per scontato.

Ma cosa rende eccellente un servizio di musica per hotel, oltre una competenza musicale assoluta?

  • Andare in loco. Visitare personalmente l’hotel. Studiare gli aspetti acustici e le tecnologie audio presenti. Conoscere gli ambienti nel loro complesso. Incontrare le persone che li dirigono e vi lavorano. Percepire e analizzare l’impatto visivo degli spazi.
  • Valutare la brand identity dell’Hotel. La sua storia. Le sue caratteristiche distintive. Per poter tradurre il luogo e le persone in un sound coerente con la tradizione dell’hotel, il suo passato, ciò che esso vuole essere.
  • Garantire forme di monitoraggio, controllo e valutazione del lavoro rispetto alle aspettative.
  • Assicurare il risultato di una Guest Experience sonora eccellente, anche attraverso sistemi di feedback evoluto.

L’ascolto analitico in loco è una condizione necessaria

Per fare un’analisi realistica del modo in cui gli ospiti percepiscono la musica è necessario saper valutare in situ alcuni aspetti fondamentali.

  • “Come suona” l’hotel: acustica e tecnologia…
    Casse incavate nei soffitti, alcuni dei quali alti o altissimi (accade in moltissime strutture)3. Quindi, suoni freddi e asettici.
    Oppure, caratteristiche e dimensioni architettoniche che limitano i principi di risonanza e la trasmissione di armoniche fondamentali. Quindi, elementi costruttivi che possono far assomigliare la musica trasmessa ad un brusio fastidioso. Al pari di un piatto senza sale o senza aromi. Al pari di una luce sgradevole, o insufficiente.
  • “Come suona” l’hotel: una narrazione sonoro-musicale in tanti capitoli
    Per arrivare a comprendere qual è il suono giusto da diffondere, e la modalità corretta di declinare e rispettare quel suono nei diversi ambienti, è necessario saper tradurre in un playlist musicali i valori-chiave e l’identità di brand. Bisogna poi sapere come differenziare l’elemento sonoro nei vari ambienti dell’hotel, e nei diversi momenti della giornata.
  • Il legame con gli ospiti
    Con un buon ambiente sonoro-musicale è possibile condividere emozioni e creare legame emotivo e di fiducia con i propri ospiti. Quello sonoro è un valore invisibile che aiuta a costruire nell’esperienza dell’individuo positività, rilassamento, benessere.

La musica entra negli angoli più remoti, nella dimensione intima di ciascuno

L’udito non smette di funzionare mai.
Non smette mai di trasmettere informazioni al cervello. E lo fa perlopiù inconsciamente.

E allora, è pensabile affidare questo aspetto fondamentale dell’ospitalità al caso?

Sono accettabili playlist automatiche? Realizzate alla cieca, senza un’analisi dell’hotel, senza parlare con chi dirige l’hotel, con il personale che ci lavora? Sono adeguate playlist incoerenti con l’identità dell’hotel, con i suoi differenti ambienti e momenti?

Si possono desiderare playlist che non considerano le abitudini, il profilo, le inclinazioni degli ospiti? Playlist che non respirano l’essenza di quell’ambiente, del rapporto tra gli spazi e le persone?

È possibile dire sì a playlist così astratte da poter essere realizzate da remoto, senza un vero rapporto con l’hotel? A playlist fatte senza metodo, senza analisi né valutazione messe al servizio dell’arte, della competenza musicale e della creatività?

Personalizzare la playlist, calibrarla sul proprio hotel, è l’unica strada possibile

L’obiettivo dev’essere creare un ambiente sonoro-musicale che sia fatto ad arte, come si crea un piatto-capolavoro.

Non servono investimenti eccessivi, per valutare e farsi valutare da professionisti della musica d’ambiente.

Per un costo reale di qualche centesimo a presenza, è possibile integrare nelle proprie strategie una proposta musicale d’eccellenza, in grado di potenziare l’offerta dell’hotel e i ritorni economici. Grazie al feedback e alla fidelizzazione dei clienti. Grazie al miglioramento delle presenze e dei consumi.

Tutti gli hotel stellati hanno un music provider che provvede alla diffusione di musica all’interno delle proprie strutture

Musica selezionata da un algoritmo senza occhi e senza orecchie.Musica uguale a quella di mille altri hotel. Che non racconta niente di voi, niente dei vostri ospiti.

Musica che a volte si fa notare perché inadeguata; sgradevole; inopportuna.

Perché solo Beethoven scrisse la Nona senza poterne ascoltare il risultato finale

Un genio. Ma anche un artista oramai completamente sordo.

Un autore che, comunque, aveva chiaro in mente il suono del suo messaggio di bellezza, senza bisogno di udirlo fisicamente.

Che sapeva con certezza cosa volesse dire, quale esperienza dovessero fare gli ascoltatori del suo capolavoro.

Noi “comuni mortali” abbiamo bisogno di mettere in gioco tutti i nostri sensi, oltre che tanta esperienza

Tecnica artigiana affinata nei decenni.

Competenza tecnologica d’avanguardia.

E tanto, tantissimo ascolto.

 

Marco Solforetti
Leonardo Menegola

1 Five truths about the Impact of music. HEARTBEATS INTERNATIONAL, 2011, Stoccolma.
2 Magnini, Vincent P. & Emily Parker (2009), The psychological effects of music: Implications for hotel firm, Virginia Polytechnic Institute and State University of Virginia.
3 Spesso purtroppo questi speakers a soffitto possono trovarsi negli spazi destinati all’impianto antincendio, infrangendo così le normative sulla sicurezza (DM 9 aprile 1994 con le modifiche attuali fino al 2015).

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